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description"Libro di Habbo" "Le chiavi della vendetta" Ep.2 Vuoi la mia presenza? Empty"Libro di Habbo" "Le chiavi della vendetta" Ep.2 Vuoi la mia presenza?

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Aurora: "Devi combattere Edo.. Non posso continuare a vederti soffrire in questo modo, gratuitamente ti becchi offese che non ti spettano, che nessuno si merita, tu più degli altri.. Promettimi che troverai una soluzione, e se avrai bisogno di me io ci sarò sempre, perché sei speciale, buono, generoso, tutte qualità che quei quattro non hanno e mai avranno!" -disse mentre stringeva il docile ragazzo in un caloroso abbraccio, cercando di confortarlo, aspettando da lui una risposta che potesse risollevare anche Aurora, che vedeva Edo come il fallimento di sé stessa-

Edo: "Grazie per tutto quello che hai fatto per me..." -una voce rotta, rinchiusa nell'abbraccio del momento, parole filtrate nelle fibre del grande maglione di Aurora, un tono basso ma percepito-

Aurora: "Ci sono stata, ci sono e ci sarò Edo.. Sono qui.." -rimanendo ancora qualche minuto con lui, prima che i due potessero dividersi e dirigersi entrambi nelle rispettive aule, in ritardo, ma ormai la parola si era dispersa in tutta la scuola, aveva raggiunto ogni singolo studente della Justice Accademy, e come se non bastasse anche i professori erano stati informati dei fatti, per cui, quando i due giovani, in due diverse aule, raggiunsero il posto in ritardo, non gli fu detto nulla, solo un buongiorno distaccato, severo, nessun rimprovero, nessuna glorificazione, nessun conforto, nulla, né dai professori né dagli studenti-.

Trasferiamoci nell'aula di Edo, la stessa di Lilia e Diego: quotidianamente Edo si sedeva in prima fila, al banco situato vicino alla finestra, spesso liberando lì i propri pensieri, i suoi fantastici film mentali, irrealizzabili, eroici, utopici, quando troppo distanti dalla realtà, quando invece possibile con un briciolo di coraggio in più e paura del nulla. Durante la prima lezione, durata le prime due ore del mattino, Diego non fece altro che guardava Edo, dal suo rigoroso ultimo banco, arricchito dalla perfida compagnia che lo circondava, rivolgendo occhiate gelide, possedute dal male, ricolme di odio, inspiegabile ma odio, come invidia, desiderio di violenza, voleva puramente attaccare fisicamente Edo, come se questo fosse per Diego un sacco da boxe, come se il suo corpo, le sue movenze, il suo parlare, la sua sola voce, il suo sguardo attraessero violenza, non visibili al giovane in prima fila dato essere di spalle, fortuna per lui. Lilia, in virtù del suo ruolo, prestava la massima attenzione alla lezione in corso, ma inutile mentire, il suo pensiero fu rivolto anche ai terribili avvenimento che arricchirono la mattinata, ma non destò in lei un chissà che interesse, come se troppo lontana dalle sue attenzioni, lontana dal suo mondo, o almeno così appariva in apparenza.

Lilia: "...Eppure, guardando Edo, sembra così tranquillo, fissa ormai il panorama alla finestra da quasi tutta l'ora, come se ciò che ci circondi non lo riguardasse, come se già conoscesse il suo futuro, e tutto ciò, la scuola, lo studio, tutto questo mondo, non gli servi a nulla. Come fa ad essere così spensierato? Titio mi ha descritto, lui che ha visto la scena, un Edo pienamente spaventato, paralizzato difronte alla forza fisica di Naja, Erasmo e Joseph, senza tener conto poi di quando è arrivato Diego, peggio ancora.. Non credo che Titio, essendo il mio migliore amico, mi abbia raccontato una bugia bella e buona, non ne aveva motivo. Eppure lo invidio, invidio Edo per questa sua tranquillità, un vero talento nel trovare la serenità in uno sguardo volto all'esterno, come se questo luogo fosse una prigione per lui, ed osservando ciò che gli aspetta fuori riesce magicamente, almeno per me, a trovare la pace che qui, per lui, non esiste.. Quando riuscirò ad essere così serena?..." -pensò osservando continuamente il soggetto del suo pensiero, distraendosi dalla lezione in corso-.

Arrivò l’ora di pranzo, le lezioni rimasero sospese per un’intera ora in modo che gli studenti potessero dirigersi alla mensa e pranzare senza fretta, nel “pieno rispetto dei loro diritti”, come osava e continuava a tergiversare il caro Preside dell’istituto, occultando il possibile, giustificando ciò che non era possibile nascondere. I suoi principi tanto elevati moralmente quanto falsi, eppure era considerata una persona distinta, fioccava il suo nome di bocca in bocca per le sue splendide riforme scolastiche, i suoi interventi esaustivi, la sua abilità retorica, la sua vasta conoscenza, che poneva le basi per il nulla, data essere composta da semplici nozioni imparate qua e là.
Alla mensa non si fece che parlare dell’inaspettato intervento della mattinata, l’anima teatrale che quell’episodio aveva garantito alle giornate monotone degli studenti: chi si interessava all’argomento ed azzardava le più stravaganti ipotesi, magnificamente false, chi invece, sì poneva sul piatto della bilancia il suo pensiero, abbozzava una prima discussione sull’argomento, ma deviava immediatamente, forse non era tanto interessante come lo volevasi far dimostrare. Arrivò Aurora insieme al suo gruppo di amiche, si sedettero al loro solito tavolo, mentre gli sguardi di veterani e new entry coglieva il suo corpo, i suoi movimenti, la sua voce, come fosse una diva, o semplicemente una stolta.
Teresa: "Non si può dire di poter passare un sereno pranzo se siamo in tua compagnia Aurora.." -poggiando il vassoio ricolmo di cibo e gettando la sua borsa sul tavolo-

Yuji: "Beh non hai tutti i torti.. Mi sento molto in imbarazzo, troppa attenzione mi destabilizza.. Non credi, Teresa, che dovresti chiedere scusa al quartetto? Sai quanto sono amati in questa scuola, e quante amicizie li circondano, non credi che ti stai addossando una responsabilità che non è proprio tua?" -afferrando la forchetta ed infilzando la pasta col pesto che arricchiva coi suoi colori il rinomato pasto-

Aurora: "Non credete di essere dalla parte sbagliata?" -e la fame passò- "Ho solo difeso un mio caro amico che in quel momento non aveva la forza di farlo autonomamente. Ho alzato la voce? Sì, e ne sono felice! SONO DISPOSTA ANCHE AD URLARLO SE FOSSE NECESSARIO!" -intonando la sua ultima frase, recepita chiaramente a tutti, e la risposta nello sguardo non si fece di certo attendere da parte dei suoi colleghi, chi già la osservava, chi invece era intento nel mangiare, distolse lo sguardo dal secondo piatto e lo punto verso la ragazza-

Teresa: "Sta zitta! Non vedi che ci guardano tutti! Vuoi finirla con questa sceneggiata?! Forse non ti rendi conto ma le tue linee, il suo essere come sei, non giova a te, di certo non sei Lilia 2.0 che nessuno picchierà mai per via della sua splendida bellezza, ma sei Aurora, una ragazza bella in carne che se continuerà a farsi notare così tanto subirà sulla sua stessa pelle il dolore che si prova quando si viene bullizzati!" -mollando la forchetta impugnata prima, abbassando la voce seppur gridando a sé stessa, ed avvicinandosi all’amica-

Aurora: "Ma Dio Teresa, stando zitti come fate voi come fanno tutti questi caproni che ci circondano, non farete altro che fomentare l’anima di violenza di questa maledetta scuola! Credi davvero che stando zitti nessuno ti noti? Come se poi Edo abbia fatto i concerti per farsi mettere al centro dell’attenzione. Certe volte odio questi tuoi ragionamenti insensati, ti giuro!"

Yuji: "Però Aurora devi capire che fare come te non ti porterà a nulla.. Edo continuerà ad essere bullizzato se non parte da sé stesso l’idea di doversi difendere da quei mostri! Noi non stiamo condannando te o Edo, ci mancherebbe, ma di certo non puoi mettere in dubbi che dopo oggi, il quartetto ti farà assaggiare la sua furia.. Fino a ieri era Edo ad essere sotto il loro mirino, adesso ci sei finita anche tu, ti sei lanciata da sola in pasto ai leoni.. Mia nonna diceva “baka ni tsukeru kusuri wa nai”, e non aveva tutti i torti.."

Teresa: "Qualsiasi cosa tu abbia detto Yuji, sono d’accordo" -voltò poi la testa verso Aurora- "Non puoi continuare così, finirai male Aurora ti prego.." -afferrandole la mano che furiosamente teneva poggiata accanto al vassoio del pranzo, intoccato, perfettamente integro-

Aurora: "Devo andare a cercare Edo.." -sfilò nervosamente la mano dalla presa dell’amica, si alzò in piedi, riprese il vassoio per riportarlo alla cuoca in modo che fosse lei a sistemarlo, riprese lo zaino e lasciò le due amiche lì, da sole, deluse e arrabbiate per la testardaggine della ragazza-

Edo non si era fatto vedere, non era arrivato alla mensa, non aveva quindi pranzato, eppure doveva trovarsi in qualche angolo recondito della scuola, doveva pur sempre essere da qualche parte, di certo sparire non era il suo forte. Aurora, presa dalla rabbia dopo la discussione avuta con le sue due amiche, con la vista appannata dall’ira e da mille domande, lasciò le due ragazze, sia perché trovava quell’ambiente ormai soffocante, ed anche perché aveva notato l’assenza di Edo, ed in vigore della loro amicizia, doveva occuparsi di lui, doveva necessariamente trovarlo. Si diresse prima nella sua aula, ma nulla, lì c’era solo Daniel insieme a Lilia, il primo cercava di rimorchiare la Regina del Libri, quest’ultima per tutta risposta era totalmente scostante:


Daniel: "Non vuoi parlare dolcezza? Non vorrai buttare nel cesso questa bellezza non è vero?" -accarezzandole la guancia e scostandole la grande ciocca di capelli dal viso, portandola dietro all’orecchio destro-

Lilia: "Daniel caro, sei fermamente convinto della tua bellezza, ogni singola ragazza di questa scuola ti corre dietro come fossi un dio, ma con me non attacca, non vedo in te la bellezza che a me piace, scusa." -mentre lui aveva sostato la sua mano sul suo volto, e lei lo degnò di uno sguardo superbo ed altezzoso-

Daniel: "A me non interessa delle altre ragazze, l’unica che a me piace realmente sei tu, l’unica che non mi viene dietro, ed è questo che a me intriga di te.." -afferrandole il viso con entrambe le mani avvicinandosi in modo pericolosamente malizioso-

Lilia: "Non ti interessa delle altre?" -mosse il capo da destra a sinistra intendendo un severo no- "Allora come mai sei stato, nel corso di 5 anni, insieme a ben 15 ragazze? Ti ricordi di Matilde? Oh no troppo magra! Cassandra? Durò una settimana e poi pouf! Liquidata! Arianna? Frutto di una scommessa. Elena? Passatempo durato forse un mesetto, mentre stavi anche con Francesca! Devo nominarne altre?" -ed il ragazzo tese a stringere con forse la testa della Regina tra le sue mani in modo quasi rabbioso- "Daniel mi fai male!"

Daniel: "È questo che vuoi vero?! Vuoi farmi imbestialire perché sai come riuscirci?! Sì, ok sono stato con molte ragazze, ma nessuna è come te, così maledettamente bella ed intelligente, così spudorata, spocchiosa, superba, così ribelle, così sfortunatamente attraente che non so cosa ti farei! Ti basta?! Vuoi che mi inginocchi al tuo cospetto?! Vuoi continuare a farmi arrabbiare così?! Godi nel vedermi in questo stato?!" -ma proprio in quel momento fece il suo arrivo Aurora, proprio quando si dice “Nel posto sbagliato al momento sbagliato”, proverbio più azzeccato non potrebbe esserci, almeno adesso-.

Velocemente, alla ricerca di Edo, Aurora spunta dal nulla, dritta verso la classe dell’amico scomparso, supponendo che questo fosse lì. Appena arrivata, sostò alla porta dell’aula, paralizzandosi alle urla del giovane Daniel, urla dirette con forza e rabbia nei riguardi di Lilia, urla che Aurora non riusciva a comprendere, se vedere in loro del positivo o del negativo, intendere quelle parole come fonte di rabbia pura, inspiegabile, oppure tentare di scorgere amore, gelosia pura, accentuata troppo sì, ma l’interesse non si può dire che mancasse. Aurora non fu la benvenuta: appena solcò la soglia della porta, rimasta ferma, impiantata a terra, Daniel furiosamente si avvicinò a lei, quest’ultima inspirò come mossa dalla paura, trattenendo il fiato, ma poche furono le parole che il ragazzo le diresse, in risposta a poche e lievemente accennate parole della ragazza..

Aurora: "Scusatemi.. Stavo cercando Edo.." -trattenne il fiato, mentre Daniel e Lilia le volsero uno sguardo, disinteressato dalla seconda e innervosito dal primo, che si diresse furiosamente contro la ragazza-

Daniel: "Qui non c’è nessuno, cercalo nei bagni, sicuramente sta facendo il suo dovere con Diego!" -afferrò la porta e la sbatté contro il volto della ragazza, senza che questa potesse aggiungere altro, riuscì a risentire solo le urla del giovane all’interno dell’aula, senza riuscire però a capire appieno cosa stesse dicendo-.

Aurora, fallimentare fu la sua ricerca in aula, ma volle seguire il “consiglio” che le era stato dato dal rabbioso Daniel. Si avviò verso i bagni degli uomini al secondo piano della scuola, lo stesso dove vi era anche l’aula del disperso Edo. Iniziava a preoccuparsi, non riusciva a trovare l’amico da nessuna parte, come se fosse stato risucchiato dalla terra, o dalle sudice pareti della scuola, iniziò così a temere il peggio, timori fondati, fin troppo, che scuoteranno le fondamenta della Justice Accademy come non mai, un terremoto umano, o meglio, semi-umano, che causerà la rottura ideologica e vitale.

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