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description"Libro di Habbo" "Guardians" Ep.56 I segreti dello Smeraldo Empty"Libro di Habbo" "Guardians" Ep.56 I segreti dello Smeraldo

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Le due ragazze osservarono uscire il piccolo animaletto, con il libro svolazzante dietro di sé, e, da indipendente, richiuse la porta sempre con il potere dello Smeraldo di Sarima.

Stella: "Dobbiamo capire le vere potenzialità di questo smeraldo.." -stringendo nella mano destra il piccolo pezzo dello stesso materiale che le garantiva un flusso di magia necessario per i fabbisogni quotidiani, contrastando il Negalosma Esogeno- "Sono sicura che la risposta alla domanda "Dove sono finiti i nostri cuccioli" e come solo due di questi quattro siano riusciti a scappare, sta proprio in questo smeraldo.." -rivolgendosi a Jessie-

Jessie: "Tu sei più brava di me in "Geologia dell'Universo Magico": tu analizzerai quel tuo smeraldo, mentre io mi occuperò di fare qualche ricerca interessante in biblioteca.." -afferrando la sua borsa, avviandosi senza voltarsi indietro, verso la porta-

Stella: "No Jessie aspetta!.." -ma questa non l'ascoltò: uscì senza aggiungere altro- "Fermarla non mi sembra giusto.. è in pena per Yeti, com'è giusto che sia, e vuole a tutti i costi ritrovarlo, seppur ciò comporti rischiare.. Ma inutile restare qui a parlare da sola, non mi resta che andare in laboratorio ed analizzarti piccolo mio salvatore" -togliendosi la collana al quale pendente vi era lo smeraldo, appoggiandolo sulla sua mano destra, per poi richiuderla, afferrare lo zaino, e uscire-.

Jessie percorreva in modo frettoloso e scostante i numerosi corridoi della scuola: doveva sbrigarsi, dato il corto tempo che le restava, prima che le lezioni ricominciassero. La biblioteca si collocava nell'ala Sud della Scuola, bisognava passare davanti ogni singolo appartamento delle Fate, oltrepassare il ponte all'aperto, unico collegamento fra l'ala Ovest e quella Sud, se si voleva accorciare, piuttosto che compiere l'intero giro. Proprio sulla strada per raggiungere il grande ponte, si trovava l'ufficio di Cosmia, e proprio in quel momento, fecero ritorno a Cristaly il preside Locui e il Prof. Appell, per riportare all'anziana fata ciò che i due avevano trovato sul campo di battaglia.

Jessie spedita girò l'angolo, l'ultimo corridoio prima di raggiungere il ponte, osservando come proprio da lì, stavano giungendo i due ricercatori di Talessa, con capo-fila il preside Locui, con aria possente, disinvolta, ma allo stesso tempo rigida, rispettosa, seppur nell'emergenza, dei principi dei Templari, seguito subito dopo da Appell. Jessie rallentò il passo, cercando di temporeggiare, aspettando che i due entrassero nell'ufficio di Cosmia. La ragazza vide i due rivolgersi verso la porta dell'ufficio, e notò la parlantina del preside Locui, ma senza riuscirne a capire il concetto espresso: la porta si aprì e i due entrarono.

Jessie iniziò a correre verso l'ufficio, avrebbe origliato magnificamente, non si voleva perdere neanche una parola tra i Presidi, ma, con spiacevole sorpresa, non avendo notato da lontano, il grande portone si era già chiuso.

Jessie: "..Di certo non sarà una piccola porticina a fermarmi!.." -pensò, accostando l'orecchio destra al grande portone, cercando di focalizzarsi sui suoni dominanti, quali le voci dei presenti- "Non si sente niente! Ma quanto è spessa questa porta?!" -rivolgendosi a quest'ultima, allontanando il proprio orecchio-

???: "Sai sono stata costruita proprio per evitare che faccende delicate potessero arrivare a gente come te!"

Jessie: "Che? Chi ha parlato.. Oddio.. Sembrava una voce maschile.. Sto sognando?" -lentamente rialzando lo sguardo, facendolo scorrere lungo la grande porta-

???: "Ti sembro un sogno? Ho anche un nome sai? Mrs. Print. Dovresti sapere che gli oggetti in questa scuola parlano, no? Ma dico io cosa vi insegnano? Quattro incantesimi, sferette di qua, qualche pozioncina e basta? Ai miei tempi era tutto così carismatico e pieno di vita, vi erano attività in ogni angolo di questa scuola, e adesso, con questo nuovo preside, pff.. Ha rovinato tutto, solo e soltanto tutto! Mosso dalle classiche promesse, ha conquistato sia quel vecchiaccio di Anvisio, sia la mia Cosmia.." -ad ogni singola parola, suono, le incisioni antiche solcate lungo tutto il grande portone, tendevano ad illuminarsi, come se spegnersi e accendersi corrispondesse al movimento del labiale umano-

Jessie: "Perché trovi rovinata questa scuola? Cosa c'è di male nel preside Locui?.. Sto seriamente parlando con una porta.. Che brutta fine che ho fatto..."

Mrs. Print: "Cosa NON ha fatto vuoi dire! E' partito con il voler "ri-modernizzare questo ambiente morto", testuali parole! Mah! Appena arrivato in questa scuola, nel preciso attimo in cui ha varcato la soglia, ha iniziato immediatamente a criticare le azioni del suo predecessore come se ne avesse il diritto!"

Jessie: "Ma io so che il predecessore del preside Locui, Vertizio, mi sembra si chiamasse così, al momento è il preside di Canossa no? E se non erro, è stato proprio lui a tradire 15 anni fa la scuola di Cristaly, vendendo importanti testi antichi contenenti incantesimi proibiti alla scuola di Julisis, fu proprio da lì, che partì la rivalità e aspra contesa tra la nostra scuola e l'altra.."

Mrs. Print: "Te lo dico io giovanotta: dietro l'accusa fatta al mio povero Vertizio, ci sta un complotto! Ma è inutile parlare con una ragazzina del primo anno, ignorante della storia. Piuttosto, recati in biblioteca e informati sulla verità dei fatti, se non vuoi che spalanchi le mie ante, e riveli ai signori qui dentro la vera spia!"

Senza aggiungere altro, la ragazza, contrariata e stranita dal comportamento irrispettoso e alquanto cruento della, a quanto pare, anziana anima della porta, si allontanò, prima camminando all'indietro, continuando a fissare la porta, sentendosi anche umiliata, essendo stata minacciata da un semplice ammasso di legno, ma già aveva perso fin troppo tempo, doveva adesso correre. Percorre velocemente l'ultimo corridoio, oltrepassa il grande arco che sanciva l'uscita e l'inizio del ponte esterno. Senza nascondersi o limitarsi, per non sembrava strana agli occhi di chi potesse guardarla, attraversa rapidamente il ponte, trovando finalmente accesso all'ala Sud. La biblioteca era in prossimità dell'uscita, pochi passi e la raggiunse. Non avendo troppo tempo da perdere, chiese al bibliotecario di turno se poteva, per lei, prendere dei libri inerenti lo Smeraldo di Sarima, con la scusa di dover condurre particolari ricerche per un compito scolastico, particolare necessario, del quale ne fece richiesta proprio il professionista.

Jessie seguì l'uomo lungo le lunghe corsie della biblioteca, riccamente fornite di libri, di ogni genere, da ogni dove, escludendo l'area riservata al personale adibito e autorizzato, inerente gli incantesimi e testi proibiti, area rigorosamente bloccata da un possente cancello dorato, oltre che da una barriera invisibile in grado di fermare qualche pazzoide disposto a scalare la divisione.

Bibliotecario: "Non avevo bisogno della scorta grazie.." -riferendosi alla ragazza, quasi sul punto di ridere- "Ecco a lei, questi sono i testi che affrontano l'argomento che mi ha descritto, se ha delle lamentele se le tenga, se trova i libri sporchi li pulisca, se li trova rovinati non mi interessa, se vuole comprarli si consideri povera, se se li vuole tenere si stampi le pagine nella mente. Arrivederci" -appoggiando ben 4 testi, molto grossolani, in modo alquanto brusco sulle braccia tese a prenderli di Jessie, senza che questa potesse dire nulla, lasciandola al loro trasporto, allontanandosi da lei, non abbastanza per non sentire ciò che gli fu detto-

Jessie: "Credo debba dire grazie.." -il bibliotecario, udito, accennò ad un sorrisino, ma non si voltò: ritornò al bancone e riprese la sua lettura interrotta-

Jessie, ripone i libri presi in prestito nella grande borsa che indossava, ed uscì velocemente dalla biblioteca, notando il ritardo che stava per compiere alla lezione. Corse all'impazzata, con un dolore intercostale che le attanagliava il fianco, l'affanno segno dello sforzo che stava compiendo, ma, appena in tempo, riuscì a raggiungere l'aula di Magia Nera con la Prof.ssa Corvelia, lezione seguita anche da Clatrina, che aveva dei pessimi precedenti con l'insegnante di turno.

Entrò stremata in aula e fortunatamente ancora la Prof.ssa non era arrivata, poté quindi prendersela con comodo, ed accomodarsi vicino a Clatrina, che le chiese immediatamente del perché di tale ritardo e di tale affanno:

Jessie: "Mi sono fatta i kilometri in giro per la scuola.. Sono sul punto di svenire.." -acquisendo fiato ad ogni parola che pronunciava-

Clatrina: "Come mai? Non avevi l'ora libera?"

Jessie: "Certo, finché poi non mi sono messa in accordo con Stella per delle ricerche.. Sai i nostri cuccioli non sono ancora tornati, come spontaneamente è accaduto ai vostri, tuo e di Lucas.." -volgendo le spalle a Clatrina per poter prendere dalla sua borsa il grande libro di Magia Nera-

Clatrina: "Mi dispiace Clatrina.. è tutta colpa mia.. Vedendo il ritorno di Riccio, non ho badato a voi, voi che siete miei amici, ma ho saputo pensare solo a me stessa e alla mia vendetta.. e adesso, guarda in che situazione siamo.." -con le mani entrambe appoggiate alla grande panca dove stavano sedute, rivolgendosi alla voltata strega-

Jessie: "No perdonami tu.. Non ne hai nessuna colpa, e non ho nessun diritto di accusarti.. Scusami.." -proprio in quel momento giunse furiosa in aula la Prof.ssa Corvelia, la quale ripose fugacemente il grande borsone che si portava appresso, si posizionò davanti alla scrivania e iniziò la sua orazione: da quel momento nessuno aveva diritto di parlare-

Prof.ssa Corvelia: "Evitiamo i soliti convenevoli, non sono in vena. Mi è stato chiesto, dati i numerosi, spiacevoli, eventi accaduti in queste settimane, per colpa di specifiche persone, che non sto qui a nominare, sarebbero troppe. Comunque, mi è stato chiesto di farvi una lezione su come spezzare un incantesimo di base di Magia Nera: Jessie e Araldo venite" -i due si alzarono e si diressero verso la cattedra- "Noi streghe siamo in vantaggio nello spezzare incantesimi di magia nera, rispetto alle fate, riusciamo, asseconda ovviamente della complessità dell'incantesimo eseguito, a rompere con facilità o difficoltà, questo varia dalla bravura della strega o stregone in questione, il rito messo in atto dal nemico. Adesso, Jessie stai ferma lì, mentre tu Araldo invocherai un incantesimo di base di sigillo, uno di quelli studiati in questi giorni, molto semplice." -come detto così fecero-.

Araldo, aveva in corso un'aspra rivalità nei confronti di Jessie, odiava il suo modo di atteggiarsi, odiava la sua superiorità inventata, odiava il suo egocentrismo inesistente, odiava un qualcosa di lei che ancora noi non sappiamo ma che presto risorgerà, come quando si seppellisce il passato ma quando meno lo si aspetti, lo ritroviamo sulla nostra strada, e a quel punto affrontarlo è l'unica soluzione.

Prof.ssa Corvelia: "Prego prepara il teatro, e ad ogni tuo passaggio voglio una tua spiegazione" -lasciando la scena al suo alunno-

Araldo: "Allora, l'incantesimo che ho deciso di eseguire è quello fatto settimana scorsa, il "Sigillo Inerziale", semplice ed anche molto efficace" -raccogliendo un'espressione di stupore da parte di Jessie, conoscendo l'incantesimo preso in considerazione dal rivale, scelta strategica da parte di quest'ultimo poiché sa benissimo le difficoltà della strega nell'applicazione di questo sigillo, figuriamoci la sua rottura-...

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