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"Libro di Habbo" "Guardians" Ep.60 Il Pianeta Pàgos

Stella corse velocemente per i corridoi, ritornò frettolosamente al suo dormitorio pronta a comunicare le ottime notizie che le erano state riferite da Pilot. Giunse velocemente difronte alla porta del suo appartamento, la spalancò e richiamò l’attenzione dei suoi compagni:

Stella: "Buone notizie! Uscite immediatamente fuori e prendete un foglio di carta e una penna subito!" -lasciò la soglia della porta e si appostò proprio davanti alla casella della posta Lily, aspettando che i compagni la raggiungessero, prima Clatrina e a seguire Lucas con il foglio e la penna richiesti dalla fata-.

Lucas: "Cosa dovremmo farci con questi?" -presentandoli all’amica che li prese e, appoggiandosi alla parete, scrisse qualcosa sul foglietto, lo richiuse velocemente e lo inserì nella sezione apposita della cassetta delle lettere, quale bocca di Lily-

Clatrina: "Basta che sei sicura di ciò che stai facendo poi siamo a cavallo.." -improvvisamente Lily si risvegliò dal suo sonno, iniziò a parlare-

Lily: "Oh giovanotti non voglio essere maleducata MA SONO LE 3 DEL MATTINO!" -i ragazzi tesero a coprirsi le orecchie per il forte urlo acuto emesso dalla cassetta, innervosita per essere stata disturbata ad un orario ambiguo- "Sono una cassetta ma questo non vi autorizza a sfruttarmi! Che cosa volete da me?!"

Stella: "Scusaci Lily, perdonaci ma dovevamo obbligatoriamente contattarti, devo contattare i miei genitori e, dopo aver chiesto a Pilot, mi sono precipitata da te perché sei l’unica che possa aiutarci.. Per favore!" -unificando le mani in seguo di supplica nei riguardi della burbera cassetta-

Lily: "Adesso è tutto più chiaro, ma prima di esaudire la vostra richiesta, ma cosa è successo prima nel cortile? Le finestre si sono congelate in un batter d’occhio!" -ma fu interrotta-

Lucas: "Per favore puoi prima aiutarci, dopo ti racconteremo tutto ciò che vorrai.." -al tempo stesso fu interrotto da una voce acuta, burbera, rimproverante da parte di Lily-

Lily: "Raccontatemi cosa è successo altrimenti potrete ritornare a letto senza neanche uno straccio di chiamata o informazione!" -offesa e barricatasi nella sua protezione ferrata, costrinse i ragazzi a raccontare ogni minimo particolare della brutale vicenda accaduta quella sera, vicenda che aveva tolto il sonno a mezzo istituto, per non parlare del sonno mancato assente della preside, immersa nei suoi più reconditi pensieri e ricordi, cercando di trovare una scappatoia ad una situazione molto spiacevole- "Quindi questo è successo.. Oh beh bel problema ragazzuoli, quindi, da come mi avete detto, volete contattare la madre di Stella affinché lei possa aiutarvi, dico bene?" -e i ragazzi risposero affermativamente- "Mi sento di aiutarvi perché neanche a me è piaciuto, almeno da come mi avete raccontato, il comportamento della preside, strano e ambiguo.. Comunque!" -un piccolo rumore si udì provenire da Lily- "Usate questo.." -Stella mise la mano proprio dove aveva precedentemente inserito il suo foglietto e cacciò fuori un piccolo dispositivo, circolare, formato da due dischi ellittici che andavano a dettare quattro appena appena sporti rispetto alla struttura centrale perfettamente chiusa, discoidale anch’essa con un solo tasto centrale, quasi come se fosse una perla sporgente, cliccabile, mentre un cerchio giallo sottile e simmetrico al resto della struttura, di colore arancione con fasci di un verde sbiadito, ruotava seguendo il perimetro- "Con quel piccolo aggeggio potrai contattare la tua famiglia Stella, ma solo e soltanto se loro ne posseggono uno, altrimenti questo metodo non funzionerà e le possibilità di collegamento saranno ridotte al minimo, dati i limiti degli altri mezzi di comunicazione che abbiamo qui a Trissilio. Per farlo funzionare ti basterà tenere premuto il pulsante centrale che vedi sporgente, pronunciare il nome del Pianeta, la nazione, la città, la via, e la persona che vuoi contattare, così la velocità di aggancio al secondo dispositivo sarà maggiore, più veloce e più facile, restringendo il campo ottico, il dopo è totalmente spontaneo, tutto chiaro?" -e i ragazzi risposero affermativamente- "Bene se non avete altre domande vi lascio, sapete RESTANO SEMPRE LE 3 DEL MATTINO!" -e si richiuse nel suo guscio metallico-

Clatrina: "Quindi dobbiamo dire le coordinate praticamente e potremo parlare con tua madre?"

Lucas: "Ma la domanda più grande è: tua madre ha uno di questo aggeggi? Ma dobbiamo continuarlo a chiamare aggeggio o ha un nome specifico?" -tutti e tre in cerchio fermi ad osservare lo strano strumenti in mano alla fata-

Stella: "Sinceramente non ho la sicurezza che mia madre abbia questo coso, ma provare non costa nulla, o almeno, spero che la chiamata non costerà nulla.." -e rientrarono nel loro appartamento, pronti a testare l’efficienza dei sistemi di comunicazione ultra planetari di Trissilio-

Clatrina: "Beh se siamo sicuri che tua madre sia sveglia, allora direi di chiamarla subito no? Almeno così potremo già pensare ad una possibile strategia e raccogliere le prime informazioni non vi pare?" -i ragazzi annuirono e Stella, timidamente, come un bambino che smonta un giocattolo mosso dalla voglia di scoprire, cliccò il pulsante sporgente al centro-

Lucas: "Credo tu debba parlare.." -improvvisamente una voce meccanica si sentì udire dallo strumento in mano alla fata-

???: "Questa destinazione non esiste su nessuna mappa geografica dell’Universo Magico, ritenta prego." -bruscamente Stella mollò l’aggeggio, lo lasciò balzare sul letto, e collettivamente i cuori dei tre principianti si sentirono udire all’unisono, tremendamente spaventati dall’improvvisa voce maschile della macchina-

Clatrina: "Stava per schizzarmi fuori il cuore.. STELLA VUOI STARE PIU’ ATTENTA NEANCHE STESSI MANEGGIANDO DELL’ORO!" -urlandole addosso scossa e quasi svenuta dall’improvviso spavento-

Stella: "Ehi! Non sono mica nata qui! È la prima volta che mi trovo davanti un coso simile! Le segreterie telefoniche della Terra sono fastidiose sì ma almeno sono più calme di questo qua!" -indicando, spaventata anch’essa, il circolare aggeggio scaraventato sul letto, dove tutti erano seduti- "Allora riproviamo.."

Lucas: "Stavolta parla solo tu, non emetterò neanche un suono, giuro! Ma sbrigati a parlare non metterci tre quarti di secolo grazie!" -la compagna cliccò il pulsante e iniziò a dare le indicazioni che erano state raccomandate da Lily-

Stella: "Voglio parlare con Lucia Iluna, della Terra..."

???: "Questa destinazione non esiste su nessuna mappa geografica dell’Universo Magico, ritenta prego." -insidiosamente anche questa volta quella pseudo segreteria dell’aggeggio magico di Trissilio aveva parlato e segnalato un errore nella ricerca-

Clatrina: "Stai a vedere che con la fortuna che abbiamo ci ritroviamo anche un coso rotto, bella fregatura ci ha rifilato Lily.."

Lucas: "E se stessimo sbagliando qualcosa?" -le due ragazze si voltarono verso il compagno- "Ricordate che Lily ci ha dato un ordine preciso di ciò che dobbiamo indicare e dire dopo aver cliccato il pulsato, può darsi che, essendo che tu sei partita dal nome della persona, quindi dall’ultimo, se prendiamo in considerazione l’ordine menzionato da Lily, allora questa segreteria ti ha segnalato l’errore, perché è come se tu avessi detto il nome del continente e poi, dicendo “Terra”, quello della nazione.." -stranite dal ragionamento troppo razionale per essere stato fatto da Lucas- "Che c’è? Anch’io ho un cervello, non lo uso spesso, ma è sempre qui dentro" -indicando con la mano, battendo piccoli e appena due colpi sul suo cranio-

Stella: "Allora proviamo come hai detto tu, forse hai ragione.." -cliccò per la terza volta il pulsante e poi parlò- "Cercò il Pianeta Terra, la Nazione di Habbo City, la via “Metropolitan City” e la persona di nome Lucia Iluna.." -un meccanismo sonoro, non fastidioso, ma sintomo di reazione, iniziò a sentirsi, mentre flussi di luce cominciarono a trafficare all’interno dei due dischi ellittici, e la luce gialla che contornava l’interno della struttura principale circolare, iniziò ad illuminarsi, e a riflettere perpendicolarmente a sé, un’immagine, sbiadita inizialmente, appena accennata, man mano rischiarita- "E’ fatta!" -il calore dell’aggeggio in mano alla fata, costrinse questa a farlo cadere, per il troppo surriscaldamento del mezzo, caduto perfettamente a terra, mentre la luce proiettante iniziava a rendere meglio nota l’immagine di una persona-

Clatrina: "Ma che sta succedendo? Riuscite a capire di chi si tratti? Non che si veda proprio bene, però.." -negativamente rispose Lucas, mentre Stella cercò di focalizzare bene la sua attenzione sul volto della persona che stava vedendo, e le sembrò proprio essere..-

Stella: "Sì! È proprio mia madre! Ne sono sicura! Forse il segnale è disturbato, data la lunga distanza da qui alla Terra, e perciò non è possibile vedere a chiara figura la persona! Ma sono sicura che sia mia madre!" -gli occhi cominciarono a brillarle, ripieni di gioca, seppur sbiadita quanto l’immagine che stava vedendo, ma aveva comunque avuto l’occasione di rivedere il limpido volto della lontana madre, ormai distante troppo tempo, lontana da casa, non abituata a questo, eppure non ebbe mai il tempo per metabolizzare appieno questa situazione, non aveva mai avuto il tempo di concentrarsi sulla mancanza dei suoi genitori, ma adesso era l’occasione perfetta per dare voce a tutte le sue emozioni- "Mamma! Oddio mamma quanto mi sei mancata.. Quanto vorrei abbracciarti, averti qui, questa distanza giuro che mi uccide.. Ma devi stare tranquilla, ti assicuro, e i miei amici possono testimoniartelo, che non ho mai pianto, se non in questo momento, ma è naturale, come potrei non piangere dopo averti rivista dopo tanto tempo! Dimmi qualcosa anche tu altrimenti sembro che parli da sola ahaha!" -aspettando una risposta dall’ologramma materno-

Lucia: "Ho capito solo poch.. par..le.. ma se..to le tue lacrime e ca..sco il tuo dol...e.. amor.. mio.." -Stella si rese conto della scarsità del segnale, molto accentuata data la distanza fra i due mondi, e ciò rese a tratti incomprensibili le parole dell’una e dell’altra, ma come porre rimedio a ciò?-

Stella: "Mamma ti sento malissimo, sarà per la distanza, ma prima di rischiare che il segnale cada, devo assolutamente chiederti se sai qualcosa riguardo un popolo molto brutale, spaventoso.. Cos’altro posso dirle?" -rivolgendosi agli amici-

Clatrina: "Signora sono Clatrina, l’amica di Stella, stiamo cercando una razza di guerrieri, suppongo, che appena giungono sul campo portano con sé della neve, molta neve, e in pochissimo tempo sono in grado di ricoprire tutto il paesaggio, ne sa qualcosa signora Lucia?" -attendendo che tutta la frase faccia il suo corso nella chiamata in corso-

Lucia: "Conosc.. un popolo molto pericoloso, abitante di una regione del pianeta Pàgos, ma state molt.. attenti! Non sono guerrieri come tut.. gli altri! Bisogna tenere gli oc.. ben aper..! Assassi.. di prima classe arruolati da molti governi, soprattutto in pa...to, in grado di portare a termine anche la più ardua delle missi...i" -acquisirono l’informazione, fortunatamente il segnale rimase stabile per quel momento, per poi cadere totalmente, interrompendo il collegamento in atto, non lasciando neanche la possibilità di salutare a dovere, a Stella, sua madre-.

Tutti rimasero momentaneamente scossi, poi Stella, ripresa il mezzo di comunicazione utilizzato per instaurare la scarsa connessione con la madre, ma stavolta era felice, seppur per un momento, seppur con un’immagine sfumata, discontinua, smembrata, era riuscita a sentire e vedere la madre, aveva acquisito nuova forza, una nuova carica per andare avanti e soprattutto adesso la compagnia aveva acquisito una base di partenza, sapeva cosa fare, o almeno, ne aveva un’idea, sapeva a chi dovesse andare la priorità, conosceva, nella sua minima parte, il pericolo che li attendeva.

Lucas: "Beh almeno adesso sappiamo qualcosa in più, rispetto a qualche ora fa.." -mentre il silenzio regnava nella stanza e Stella inginocchiata intenta a riprendere l’aggeggio- "Il pianeta Pàgos.. Potremmo condurre delle ricerche su questo pianeta in biblioteca, più informazioni acquisiamo maggiori chance di vittoria abbiamo"

Clatrina: "Completamente d’accordo, Stella.. Stai bene?" -ponendo una mano sulla spalla dell’inginocchiata amica, non visibile era il volto, mentre questa teneva in mano l’unico mezzo che le aveva garantito un attimo di respiro-

Stella: "Certo!" -rivolse il viso verso i suoi amici, con un sorriso rassicurante per tutti, stimolante- "Sono d’accordo con Lucas, cercare in biblioteca è la cosa migliore ma sicuramente a quest’ora sarà chiusa, quindi bisognerà partire con le ricerche da domani mattina, siete d’accordo?" -collettivamente risposero di sì-.

Spostiamoci in un’altra area del castello, dove il silenzio regna più di ogni altro luogo, dove i pensieri sono molti, troppi, il sonno era dominato dai sensi di colpa, dalla responsabilità, era impossibile distendersi sul letto, come immeritato, indegna di poter riposare finché una soluzione non fosse stata trovata: Cosmia. L’anziana preside non riusciva a prendere sonno, continuava a sentire nella sua testa le pesanti e sonore parole del suo studente, la sua delusione, il suo disprezzo per lei, lo stesso studente che aveva protetto le si era rivoltato contro. Cosmia era sulla balconata, affacciata al cortile della sua amata scuola, intenta a ripensare alle sue priorità, a ciò che è stato fatto, a ciò che poteva essere fatto, ad un destino migliore, ma si può scegliere il proprio destino? Cosmia ha potuto scegliere cosa fare? Le azioni sono quelle che regolano il corso della nostra vita, eppure bisognerebbe avere le facoltà psicoanalitiche sufficienti per poter riuscire a governare il proprio destino, deviare una corsa che a noi non va a genio, ma questa velocità mentale la si ha? Si riesce ad essere così preparati? Una visita le venne in soccorso, o meglio una persona, tra le poche e le uniche a conoscenza dei fatti che ancora continuavano a riporre la loro fiducia in Cosmia. La prof.ssa Tressavia entrò silenziosamente nell’ufficio dell’anziana donna, mentre l’antica porta d’ingresso, Mrs. Print, aveva già avvisato la professoressa della paturnia della preside, cercò perciò, la Tressavia, di non introdursi bruscamente nella cupola emotiva che Cosmia si era creata, assorta nei suoi pensieri, ormai la conosceva da molto, sapeva quando disturbare e quando far finta di non vederla. Camminò silenziosamente per tutto l’ufficio finché non venne bloccata da..

Cosmia: "Ti conosco Ginevra e tu conosci me, so che non vuoi disturbare ma adesso ho davvero bisogno di una presenza benevola come la tua.." -senza mai distogliere lo sguardo dal panorama difronte a lei-

Prof.ssa Tressavia: "So a cosa state pensate Preside Cosmia.. Non potevate farci nulla, gli studenti non possono comprendere la gravità della situazione, non possono capire il perché del vostro gesto, seppur gli venga spiegato, continueranno a perseguire i loro pensieri e giudizi.." -disse sull’uscio della balconata, mentre l’anziana preside era con le mani conserte dietro la schiena, a guardare la luna, alla sola luce di questa-

Cosmia: "Per un stupido patto ancestrale ho dovuto bloccarmi? Ho dovuto condurre al patibolo una mia studentessa, diligente, innocente, una ragazza della sua età non può incorrere nella morta precoce! Nessuno merita questo! E per cosa? Per uno stupido accordo?" -appoggiando le mani sulla marmorea barriera colonnata del balcone, mentre la sua veste da notte svolazzava al vento stranamente caldo della sera-

Prof.ssa Tressavia: "Sapete meglio di me che non potevate fermarli tutti e 10, sarebbe stato impossibile per una sola persona. Ricordiamoci che quelli sono assassini professionisti, spregevoli, inclassificabili come templari, non hanno pudore, seguono solo una morale, una regola: “Ridurre l’esistenza della vittima in mille pezzi, psicologicamente e fisicamente”, ci sarà un motivo per cui sono così tanto temuti gli assassini professionisti del pianeta Pàgos. Conoscete meglio di me il segreto accordo fra le scuole di Trissilio, incluso Cristaly ovviamente, e gli assassini della "Bufera Silenziosa", no?"

Cosmia: "Se non me lo ricordassi a quest’ora Jessie sarebbe ancora a Cristaly, nel suo bel letto, al caldo, e non immersa nel perenne mondo glaciale di Pàgos accusata semplicemente di non voler perseguire il volere degli altri ma solo quello di ella stessa.. Ti sembra una giusta colpa tanto da addossare il peso della morte su una ragazzina, nonché sua figlia?" -rivolgendo le spalle alla bellezza e lucentezza della Luna, voltandosi verso la collega e amica- ...

Re: "Libro di Habbo" "Guardians" Ep.60 Il Pianeta Pàgos

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