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Coronavirus, il vaccino è un cerotto

Messaggio Da Giacom01 il Ven 3 Apr 2020 - 3:22

Il gruppo dell'Università di Pittsburgh è lo stesso che ha messo a punto il vaccino per la Sars. Tra loro, l'italiano Andrea Gambotto, che abbiamo intervistato.

"Sui topi funziona, la Fda ci autorizzi a passare all'uomo". In 5 mesi si potrebbe cominciare la produzione

Coronavirus, il vaccino è un cerotto 17222010

Una piccola puntura - anzi, 400 micropunture erogate da sottilissimi aghetti disposti su un cerotto largo 1,5 centimetri - sul braccio o sulla spalla, e l'immunità al virus SARS-CoV-2 può svilupparsi entro due settimane, per raggiungere entro altre 3-4 settimane un livello di anticorpi sufficiente a contrastare in modo decisivo il virus. È questo il vaccino sperimentale - "PittCoVacc", il primo descritto in uno studio peer-reviewed - sviluppato da ricercatori della School of Medicine dell'Università di Pittsburgh, centro di eccellenza nella lotta alle malattie emergenti. I ricercatori - tra cui l'italiano Andrea Gambotto e Louis Falo di UPMC (University of Pittsburgh Medical Center) - sono gli stessi che nel 2003 hanno realizzato il primo vaccino in assoluto contro un coronavirus emergente (in quel caso si trattava della SARS, e quel vaccino non fece in tempo ad essere sperimentato sull'uomo perché la SARS si eclissò da sola) e hanno poi studiato nel 2014 un vaccino per un altro coronavirus, la MERS.

La stessa proteina chiave per Sars e per l'attuale Coronavirus

"Con la SARS già nel 2003 avevamo identificato la proteina chiave che dobbiamo usare come target anche per il nuovo SARS-Cov-2: la proteina "spike", ovvero quella che forma le punte (in realtà più simili a minuscoli ombrelli) di cui è composta la corona del virione e che serve al virus per entrare nelle cellule legandosi ai loro recettori. La proteina "spike" è una specie di chiave che il virus usa per entrare nelle cellule: se blocchi quella chiave, puoi fermare il virus", spiega Gambotto a Repubblica. "Il successivo lavoro sulla MERS ci ha permesso poi di trovare la via più efficace per somministrare il vaccino, ovvero i microaghi". I 400 microaghi sono lunghi 0,5 millimetri e larghi 0,1 millimetri, sono fatti di carbossimetilcellulosa (polimero derivato dalla cellulosa) e quando entrano nella pelle si sciolgono liberando la proteina "spike". "A questo punto il sistema immunitario si rende conto che è un corpo estraneo al nostro organismo e inizia a produrre gli anticorpi contro di essa -  spiega Gambotto - quando poi la persona vaccinata viene infettata dal virus, gli anticorpi ingloberanno rapidamente le particelle del virus e bloccheranno l'infezione".

La pelle prima barriera

La scelta di questo sistema di somministrazione ha a che fare con il fatto che la pelle è la prima barriera del nostro corpo contro virus e batteri. "E' come la muraglia di un castello, e proprio per questo è ben presidiata dal sistema immunitario: la pelle è uno dei posti migliori per generare una risposta immunitaria rilevante, superiore a quella che si ha iniettando nel muscolo -  sottolinea Gambotto - un altro vantaggio è che se si inietta un vaccino nel muscolo, questo si diluisce in tutto il corpo, quindi per generare una risposta forte serve una maggiore quantità di vaccino. Invece l'iniezione attraverso la pelle tramite microaghi è localizzata: c'è una concentrazione del vaccino molto più elevata, tutte le cellule immunitarie vanno ad attaccare l'invasore e basta una quantità minore di vaccino per dare l'immunità".

Minore quantità di vaccino

La minore quantità di vaccino  - ne serve tra 1/5 e 1/10 di quello che servirebbe con una classica iniezione con siringa - richiesta è un vantaggio soprattutto quando bisogna produrre quantità enormi di vaccino per rispondere all'emergenza di una pandemia. E il particolare sistema di iniezione tramite i microaghi è un altro punto di forza del vaccino studiato a Pittsburgh: "I microaghi proteggono la proteina spike, liberando i medici dalla necessità di conservare il vaccino attraverso la catena del freddo - sottolinea Gambotto - questo significa che il vaccino è più facilmente trasportabile anche nelle zone più povere del pianeta".

I risultati sperimentali sui topi sono promettenti: un test dopo due settimane dall'iniezione del vaccino mostra che i topi hanno già sviluppato anticorpi specifici contro il Sars-Cov-2. "Gli anticorpi maturano progressivamente, diventano più potenti e selettivi contro il virus, e dopo 5-6 settimane dalla prima iniezione se ne sviluppa una quantità sufficiente ad arrestare la malattia - spiega Gambotto - naturalmente dovremo condurre la sperimentazione clinica per assicurarci che quanto abbiamo visto nei topi possa replicarsi anche nell'uomo: entro 1-2 mesi - a seconda della celerità della FDA americana nell'autorizzarci - dovremmo essere in grado di far partire la sperimentazione clinica, che - magari limitata agli studi di fase 1, vista l'emergenza mondiale della pandemia - potrebbe concludersi entro altri 2-3 mesi. La sperimentazione clinica ci aiuterà a calibrare la dose giusta di vaccino che può essere efficace con l'uomo. Se questa fase si concluderà con successo, il vaccino potrebbe essere pronto per la produzione industriale entro 5 mesi da ora".
(fonte LaRepubblica)
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Re: Coronavirus, il vaccino è un cerotto

Messaggio Da Mattia il Sab 4 Apr 2020 - 15:42

Io ho sentito dire che non servirà a nulla il vaccino, perchè il Covid-19 muta in continuazione

Giusto per fare un paragone è come il virus del raffreddore, puoi stare bene per 5 mesi, ma dopo ti può ritornare
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Re: Coronavirus, il vaccino è un cerotto

Messaggio Da Giacom01 il Sab 4 Apr 2020 - 17:55

Beh il vaccino sarà davvero l'unica soluzione definitiva. Per l'influenza stagionale infatti ci vacciniamo ogni novembre perchè i patogeni sono diversi dall'H1N1 a quelli di tipo A ecc. probabilmente se l'immunità non sarà per sempre (come morbillo ecc) sarà inserito nei vaccini stagionali.

Il problema è che dovremo imparare a convivere con il virus fino al vaccino  Coronavirus, il vaccino è un cerotto 3555575450
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Re: Coronavirus, il vaccino è un cerotto

Messaggio Da l.u.n.a90 il Mar 14 Apr 2020 - 11:45

Mamma mia....
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Re: Coronavirus, il vaccino è un cerotto

Messaggio Da DeathStrike il Mer 29 Apr 2020 - 18:02

Non so se sperare che finisca come la SARS, che il tempo di trovare il vaccino e del virus già non restava più traccia. Mi auguro arrivi quanto prima.
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Re: Coronavirus, il vaccino è un cerotto

Messaggio Da Rory-.- il Mer 29 Apr 2020 - 18:39

E se il virus mutasse e il vaccino prodotto in questi mesi non servisse a niente? Pare di vivere in un'Apocalisse.
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Re: Coronavirus, il vaccino è un cerotto

Messaggio Da UrbanSamurai il Mer 29 Apr 2020 - 20:59

E' in questi momenti che ritengo che forse avrei dovuto studiare medicina, tanto per rendermi un po' più utile per la società
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Re: Coronavirus, il vaccino è un cerotto

Messaggio Da AbsalonZ il Gio 30 Apr 2020 - 18:05

Testate tutti i vaccini su di me!  Coronavirus, il vaccino è un cerotto 2852211361
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