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Se il morto cammina, il vivo si fa da parte

Se il morto cammina, il vivo si fa da parte

I “walking dead” tornano in edizione digitale, dopo aver conquistato comics e fiction TV

È arrivato negli store digitali il primo episodio (di cinque) di The Walking Dead, l’avventura interattiva di Telltale Games che riprende il capolavoro fumettistico di Robert Kirkman, che tratta di zombi senza mai chiamarli con quel nome. Grazie al successo raccolto anche in TV, le aspettative su questa edizione digitale erano più alte di qualsiasi altra opera di Telltale; di pari passo hanno viaggiato anche le preoccupazioni, seguite alla rivisitazione “interattiva” di Jurassic Park, capace di riunire tutta la critica specializzata sotto un unico striscione, che riportava la scritta “chissenefrega”…

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Ebbene, nonostante i limiti tecnici, che sono ormai diventati il marchio di fabbrica di Telltale, questo primo episodio è concepito davvero in maniera impeccabile e fa ben sperare per il prosieguo. Fondamentalmente si tratta fondamentalmente di un'avventura in quick timer event, più simile ad Heavy Rain di quanto non lo sia a The Secret of Monkey Island. Il protagonista si muove liberamente sullo schermo con lo stick sinistro, mentre con il destro controlla il “cursore”, che in prossimità di un hot spot indica le azioni possibili: un sistema di comando calibrato appositamente per il controller, che contribuisce a rendere molto più dinamica l’interazione. Interazione che si compone anche di sequenze “action” che assumono la forma più diretta del QTE. Anche in questo caso, però, non ci si limita solo a premere il pulsante a tempo, ma occorre prima di tutto prendere la mira; in più, certe azioni non sono vincolanti (per esempio, quando ci si accorge di aver reso innocuo il nemico, si può interrompere l’azione, oppure continuare a sfogare la propria rabbia). Da questo punto di vista, quindi, The Walking Dead porta una gradita brezza di novità, che diventa una folata rinvigorente grazie alle intricate ramificazioni del soggetto.

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Il pezzo forte dell’esperienza, infatti, è rappresentato dalle conseguenze alle nostre scelte. Molto più che in altri giochi che sbandierano il motto “for every choice a consequence”, ogni azione compiuta in The Wlaking Dead può avere una ripercussione sullo scenario futuro. Cercando accuratamente di evitare fastidiosi spoiler, ci limitiamo a segnalare una sequenza (per altro giocabile anche nella versione demo) in cui, a seconda della scelta operata in precedenza (muoversi subito in cerca di aiuto, oppure attendere la notte) fa cambiare la presenza dei personaggi secondari e, ovviamente, presenta una situazione differente, pur conducendo sempre allo snodo principale previsto dal copione. C’è di più: gli stessi personaggi tengono traccia di quello che diciamo, creandosi opinioni su di noi e modificando i comportamenti futuri, di fatto trasformando l’intera esperienza in un gioco di ruolo. Un gioco molto interessante, dato che il protagonista ha qualche macchia nel suo passato che può decidere di lavare in pubblico o cercare di tenere per sé nella speranza che nessuno se ne accorga…

SPOILER FREE
Se stiamo facendo tanti giri di parole è perché la storia e i personaggi sono davvero l’aspetto più importante del gioco e sarebbe un crimine che non potremmo mai perdonarci quello di rovinarvi il piacere della scoperta. Non vi raccontiamo chi è il protagonista, perché avrete modo di scoprirlo da soli, vi basti sapere che da un certo punto di vista è persino più interessante dell’eroe originale. Tra l’altro, la sua vicenda ha luogo all’origine dell’epidemia, mentre Rick (protagonista dell’opera a fumetti e della fiction) è in coma all’ospedale. Pur essendo una storia parallela, quindi, è ottimamente inserita nel contesto dell’universo di riferimento, e vede la partecipazione di personaggi già famosi al pubblico, che alimentano così il senso di “continuity”. E proprio come nell’opera di Kirkman, l’aspetto centrale non riguarda tanto la minaccia dei non morti, quanto le difficili relazioni tra i sopravvissuti. I non morti sono un pericolo che con accortezza si riesce ad arginare, molto più imprevedibili, invece, sono le reazioni dei personaggi sottoposti allo stress della situazione. Dal punto di vista della caratterizzazione, Telltale ha fatto davvero un lavoro straordinario, dando vita ad un cast ottimamente assortito, capace di generare le sensazioni più disparate, dall’ammirazione allo sconcerto.
Su una storia già piuttosto intensa, grava inoltre il peso di alcune decisioni drastiche, di cui dovrete addossarvi l’intera responsabilità, capaci di cambiare il corso degli eventi e la sopravvivenza o meno dei vostri compagni. Non avrete nemmeno troppo tempo per pensare, dato che dovrete selezionare una delle alternative prima che si esaurisca l'apposita barra. Alla fine del capitolo, una curiosa tabella mette in relazione le vostre scelte con quelle compiute dal resto degli utenti, facendo ben sperare per il futuro dell’umanità: sarà perché si tratta solo di un’opera di finzione, ma in media le scelte altruiste superano il cinico egoismo e la compassione ha il sopravvento sull’utilitarismo - sebbene se nel gioco le sfumature non siano mai così nette e chiare.

Re: Se il morto cammina, il vivo si fa da parte

Stupendo xD

Re: Se il morto cammina, il vivo si fa da parte

Figo xD Bella la seconda immagine xD

Re: Se il morto cammina, il vivo si fa da parte

Oh Casco STREPITOSO!
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