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L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra

L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra nell’auto

L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra 2zgyqhg

Verona - Stuprata in mezzo ai campi, in una zona isolata di Povegliano, dove nessuno avrebbe potuto sentire le sue urla disperate o, tantomeno, intervenire in suo soccorso. Ad abusare di lei, giovane donna marocchina che a Verona contava di «mettere su famiglia e guadagnarmi da vivere con un lavoro onesto», sarebbe stata venerdì sera «una persona di fiducia», il migliore amico (pure lui di origini magrebine) del suo fidanzato. Il classico insospettabile, dunque. Peccato però che, quella famigerata sera, dopo averla «incontrata per puro caso nelle adiacenze della stazione ferroviaria di Porta Nuova», le avrebbe offerto un passaggio in auto per «andare a berci un caffè insieme» e riportarla «subito a casa». Invece, stando alla denuncia della 23enne nordafricana, quella presunta «persona fidata» anziché riaccompagnarla all'abitazione di lei, in città, avrebbe deviato la vettura fino a una zona isolata di Povegliano, dove l'avrebbe costretta a sottostare con la violenza e le minacce alle sue più irriferibili pretese a luci rosse.

Contestazioni pesantissime, violenza sessuale aggravate e lesioni plurime, quelle di cui è stato chiamato a rispondere lunedì mattina El Oumari Maati, marocchino, classe '65, difeso dall'avvocato Giampaolo Cazzola. Contestazioni da cui, però, il magrebino ha tentato di difendersi nel corso dell'interrogatorio di convalida davanti al giudice Rita Caccamo ribattendo che, quello con la ragazza, sarebbe stato «un rapporto sessuale del tutto consenziente» e che, come corrispettivo, la vittima non avrebbe esitato addirittura a chiedergli «duecento euro anziché i soli cinquanta euro inizialmente pattuiti ».Parole a cui il magistrato, tuttavia, non ha affatto creduto imponendogli, al termine dell'udienza di lunedì, di restare dietro le sbarre e motivando la misura cautelare detentiva con il fatto che «da parte dell'arrestato c'era la sicurezza di esercitare un dominio completo sulla parte offesa, la cui soggezione derivava palesemente dalla violenza subìta».

Basti solo pensare che, dopo quegli agghiaccianti abusi, il magrebino ha persino avuto l'ardire di recarsi in un bar della zona insieme alla ragazza e, mentre quest'ultima si era immediatamente rifugiata nella toilette, chiedere una birra al banco del locale. «Lui aveva la cerniera dei pantaloni abbassata, lei era visibilmente sotto choc e – avrebbe poi testimoniato il gestore del bar – siccome dopo dieci minuti non usciva ancora dal bagno e la sentivo urlare, quando mi sono avvicinato mi ha supplicato di telefonare subito ai carabinieri». Accorsi in tutta fretta, i militari dell’Arma non hanno esitato a stringere le manette ai polsi dell’aggressore mentre alla ragazza, prontamente soccorsa in ospedale, sono state riscontrate abrasioni e ferite multiple sia al seno che alla mano destra, a ulteriore dimostrazione – secondo gli investigatori che hanno condotto le indagini coordinati dal pm Elisabetta Labate – che in quei tremendi minuti la 23enne ha tentato di difendersi e liberarsi in ogni modo dalla presa del magrebino. Nessun tentativo, purtroppo, l’ha salvata da uno stupro che le macchierà per sempre l’esistenza.

Re: L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra

azz L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra 3755781698

Re: L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra

Che gente.. mai fidarsi di nessuno che nn si Conosce

Re: L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra

L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra 3017427289 Poretta

Re: L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra

Wuaaa....!!!

Re: L’amico del fidanzato: ‘Ti riporto a casa io’, poi la stupra

Poverina mamma mia :(
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